Febbraio 2013 (settimana 4)

27.02.2013 17:43

Nella seconda domenica di Quaresima, Benedetto XVI ha detto all’Angelus che in questo periodo liturgico “impariamo a dare il giusto tempo alla preghiera, personale e comunitaria, che dà respiro alla nostra vita spirituale. Inoltre, la preghiera non è un isolarsi dal mondo e dalle sue contraddizioni, come sul Tabor avrebbe voluto fare Pietro, ma l’orazione riconduce al cammino, all’azione”. Infatti ha aggiunto: “L’esistenza cristiana consiste in un continuo salire il monte dell’incontro con Dio, per poi ridiscendere portando l’amore e la forza che ne derivano, in modo da servire i nostri fratelli e sorelle con lo stesso amore di Dio”. Cfr. https://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2013/documents/hf_ben-xvi_ang_20130224_it.html

L’Azione cattolica ha scritto una nota per le elezioni politiche: https://www2.azionecattolica.it/abbiamo-cuore-il-futuro-dellitalia Riportiamo i temi più significativi:

  • a tutte le persone di buona volontà, è richiesto di prodigarsi in modo sincero e costruttivo, ciascuno nei propri ambiti di impegno, per ricostruire la tela della SPERANZA e restituire DIGNITÀ a chi vive le troppe fatiche del tempo presente.
  • Alla classe politica che governerà il Paese chiediamo con forza di adoperarsi in modo adeguato, giusto e di largo respiro mediante interventi mirati a tutela delle situazioni più gravi, e soprattutto politiche di medio e lungo periodo, in grado di promuovere condizioni di vita più solide per le FAMIGLIE e di garantire un FUTURO per le prossime generazioni.
  • politiche di austerità, rischiano di essere percepite semplicemente come ingiuste, se varate senza EQUITÀ e proporzione, come ha ribadito anche il presidente della Repubblica, Napolitano.
  • necessità di una maggiore attenzione in favore delle categorie più deboli e delle zone più svantaggiate della nazione, a partire dal MEZZOGIORNO, chiediamo che l’intero Paese si impegni per una cultura della PARTECIPAZIONE e della RESPONSABILIZZAZIONE di amministratori e amministrati, contro ogni logica di tipo assistenziale o clientelare.
  • rivolgendoci anche alle amministrazioni locali, chiediamo la massima TRASPARENZA nella gestione dei fondi pubblici, affinché si avvii finalmente un reale e virtuoso processo di CRESCITA.
  • occorre che il futuro Parlamento sappia coniugare rigore ed equità, legalità e sviluppo, così da RIEQUILIBRARE il costo sociale della crisi e rilanciare l’economia del Paese.
  • Il nostro Paese è chiamato a interpretare con coraggio la propria possibile funzione di ponte tra l’Europa e la sponda sud del Mediterraneo. Un compito che l’Italia è chiamata a svolgere, rimanendo saldamente e attivamente collocata nel contesto europeo, che non può essere ridotto alla sola dimensione economico-finanziaria. L’Europa deve anzi recuperare la sua originaria natura volta alla costruzione della SOLIDARIETÀ TRA I POPOLI.
  • Il passaggio a una nuova fase sarà possibile solamente se il prossimo Parlamento sarà capace di ripartire dalle PERSONE. Non sarà più procrastinabile un concreto sostegno alle famiglie, che in larga misura hanno supplito alla crisi del welfare in questa difficile congiuntura.
  • Occorrerà offrire più opportunità ai GIOVANI, tra i quali è importante che, oltre alla giusta indignazione, cresca la voglia di reagire, incalzando le classi dirigenti a dare sostanza ai loro diritti di cittadinanza, soprattutto attraverso adeguate politiche di istruzione, formazione, innovazione e ricerca. Un Paese che non investa sulle giovani generazioni si priva del futuro.
  • si dovrà rivedere l’attuale sistema di WELFARE perché possa rispondere a vecchie e nuove povertà, e consenta ai soggetti più deboli di essere cittadini a pieno titolo.
  • si dovrà assicurare più INCLUSIONE nei confronti di chi arriva in Italia per cercare protezione e lavoro, offrendosi come preziosa risorsa per il nostro sviluppo economico e sociale. Parimenti necessario è l’avvio di una seria riflessione sulla normativa che regola il diritto di cittadinanza per gli stranieri.
  • maggiore equità per giovani e anziani, donne e famiglie, disoccupati ed espulsi dal mondo del lavoro, ultimi e penultimi. L’etica sociale, infatti, non può poggiare se non sull’ETICA della vita.
  • L’Azione cattolica ritiene irrinunciabile un dialogo sincero, maturato al di fuori di ogni strumentalizzazione tra credenti competenti e non credenti aperti al confronto, un DIALOGO che non consegni il Paese al vuoto relativismo dei VALORI.
  • Riforma della LEGGE ELETTORALE
  • Sul piano costituzionale, la RIDUZIONE del NUMERO dei PARLAMENTARI, lo snellimento di tempi e procedure legislative, la RAZIONALIZZAZIONE degli organi di rappresentanza locale.
  • Sul piano istituzionale, è urgente una REGOLAMENTAZIONE dei PARTITI politici, a partire da una seria disciplina, che garantisca la trasparenza dei finanziamenti e dei rimborsi elettorali, fino ad una definizione di meccanismi di selezione interna su base democratica e alla limitazione dei mandati parlamentari, per garantire la pienezza del diritto di scelta dei cittadini.
  • forze politiche, istituzioni e società civile sono chiamate a concorrere in modo proficuo a far crescere una cultura della LEGALITÀ e a combattere ogni forma di abuso e criminalità.
  • Non cediamo il passo alla rassegnazione astensionista o alla polemica fine a se stessa, ma facciamo la nostra parte, criticando in modo severo ma costruttivo, partecipando attivamente per il BENE COMUNE, contro ogni approccio retorico o qualunquista.

Ecco i risultati elettorali: https://elezioni.interno.it/camera/scrutini/20130224/index.html#camera/scrutini/20130224/C000000000.htm

Il Papa, nella sua ultima udienza generale del 27/02, ha detto: “Signore, che cosa mi chiedi? E’ un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se Tu me lo chiedi, sulla tua parola getterò le reti, sicuro che Tu mi guiderai. E il Signore mi ha veramente guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza. E’ stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua e non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è una certezza, che nulla può offuscare. Ed è per questo che oggi il mio cuore è colmo di ringraziamento a Dio perché non ha fatto mai mancare a tutta la Chiesa e anche a me la sua consolazione, la sua luce, il suo amore. Siamo nell’Anno della fede” cfr. https://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20111011_porta-fidei_it.html “che ho voluto per rafforzare proprio la nostra fede in Dio in un contesto che sembra metterlo sempre più in secondo piano”. Cfr. https://www.avvenire.it/Dossier/Benedetto%20XVI/Udienze/Pagine/pregate-per-il-mio-successore.aspx

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Argomento: Febbraio 2013 (settimana 4)

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